Archivio per la categoria 'poesia'

01
Lug
08

PASSO D’ADDIO di Cristina Campo

 

Si ripiegano i bianchi abiti estivi
e tu discendi sulla meridiana,
dolce Ottobre, e sui nidi.

Trema l’ultimo canto nelle altane
dove il sole era l’ombra ed ombra il sole,
tra gli affanni sopiti.

E mentre indugia tiepida la rosa
l’amara bocca già stilla il sapore
dei sorridenti addii.

24
Giu
08

LABBRA

 

 

 

 


Oh come il miele
vischiose quelle labbra
canto di vasta pena
a suscitare.
Hanno del marmo
il freddo sepolcrale
della conchiglia
la dura concrezione.
Spuma che si dissolve
al vento il loro
bugiardo palpitare.

16
Giu
08

Dadi

Non importa per quanti giorni ancora
Per quante notti e quante settimane
Dovrò celarmi al buio della ragione
Se il premio è la certezza dell’azzardo
Non posseggo amuleti né m’attrae
l’orribile parvenza dell’inganno
scopro di me le carte più segrete
senza artifici e senza stratagemmi
getto i miei dadi al vento e non aspetto
di leggere la cifra di vittoria.

28
Mag
08

NAVE

L’anima naviga acque agitate
(o placide)
in cerca di un altrove
ma è dura ogni volta la partenza
nel respiro del vento nemico
Ali di albatro e voli d’aironi
sfruttano il passaporto per il mare.
In quale oceano si sono inabissati
i tesori di zaffiro e granato?
A quale bucaniere hanno affidato
il comando del vascello pirata?
Alba di sfatte labbra si consuma,
notte di cera scioglie
i nastri azzurri del mattino.
La nave è sottomessa all’orizzonte
albero e vele abbracciano la brezza.

23
Mag
08

IN QUESTE STANZE

Ora nel tuo giardino
gli angeli hanno soffiato
i colori della notte.
La rosa è impallidita
malgrado le tue dita
si feriscano
nell’amoroso gesto
della consolazione.
Da qualche parte
-ai piedi di un ulivo
o di una siepe adusta-
hai sotterrato
mucchi di carta frusta
che ti furono vita.
E in quel silenzio
la verità è un’ombra
che si disegna e fugge.
Non so a quale specchio
mirarmi per coglierla
nell’ambiguo attimo
in cui fiera risplende.
Cantasse ancora per me
in queste stanze mute
che una crudele luce
inonda e scolorisce.
16
Mag
08

IL SUONATORE

Hai lasciato cadere una nota
mio suonatore di cembalo
ed ora essa si è sparsa
in mille risonanze
ognuna delle quali mi percuote.

Fra sonno e veglia
ha spezzato il silenzio
e mi racconta
la lunga libertà del desiderio.

Ma teme il mattino che accoglie
la canzone dell’allodola
e la fa muta e triste
-tinnante brevità
che s’inorgoglia d’avere
suscitato un’emozione.

11
Mag
08

IL FALCO

L’atteso falco
ecco
planare sul mio tetto
ripiegare le ali
sulla cenere dei muri
e con regali artigli
rampare alle commessure

Ma breve è il transito
e al sofferto richiamo
oppone
l’alterigia del distacco

In tempo estraneo
compie la sua
totale ascesa
a graffi e strappi
procurando tatuaggi.

07
Mag
08

ASSENZA

Forse é naturale consegna
quest’assenza che nessuno reclama
l’ombra solo a me visibile
negli occhi di chi mi parla

L’azzurro é svolato
verso cieli che ignoro
la notte é segreto
che taglia il respiro

Ovunque la pena

Attendere lune chiare
fra i rami secchi del platano
mentre tu navighi altre barche
e tendi a svalutare
l’oro del mio cuscino

Svegliarsi e sentire
la vita che torna
un grembo profondo
per nascere ancora