“Un martello, ecco cosa ci vorrebbe per te, figlia mia. Un martello per aprirti la testa e svuotarla di tutte le idee strambe che ti ci sei ficcata dentro! Non ne posso più di sentirti farneticare sempre delle stesse menate: la danza, la palestra, il tatuaggio, il piercing…Hai ventinove anni, lo capisci o no? Non ti pare che sia giunto il momento di smetterla con queste stupidate? Queste strampalate smanie di veline, letterine, numerini e il diavolo sa che cosa! Cercati un lavoro piuttosto. A cosa ti è servito il diploma? E il corso di informatica? E alla fine, se come dici tu lo studio non è valso a nulla, vai a fare la commessa, la badante, la donna delle pulizie, qualcosa di concreto, insomma. Smettila di guardarti continuamente allo specchio, non sei più bella di tante altre ragazze. D’accordo, sì, sei carina, ma se dovessero avere successo tutte le belle ragazze che ci sono al mondo! Mica ci sei solo tu. E poi per una che va avanti…sì, va avanti, ma come,che ne sai tu, che ne sappiamo noi di come vanno avanti. Devi avere il santo, che se non ce l’hai, hai voglia di aspettare e fare provini.
E guarda che non sei più neppure tanto giovane, cercano le ragazzine adesso, sedici, diciassette anni… alla tua età o hai sfondato o è meglio mettersi il cuore in pace.
Se fossi stata più ragionevole, più normale, sì, più normale, perché mica puoi farmi credere che sei a posto con la testa, no cara mia che non lo sei. Sei strampalata, irrazionale, non sai neanche tu cosa vuoi. Un giorno ti gira per la danza, un altro per le sfilate, un altro per i provini. Ma che hai concluso finora? Niente e basta.
A quest’ora, se la tua testa avesse marciato per il verso giusto, perché non mi puoi far credere che il tuo cervello sia proprio funzionante, beh, a quest’ora potresti essere sposata e magari madre. Alla tua età io mi facevo il mazzo a lavorare dentro e fuori casa. E non ci pensavo a coltivare illusioni inutili, perché la vita non è poi così generosa per come si pensa.
Ma poi cosa c’è che non va ad essere moglie e madre? Una vita normale, tranquilla… ma a te la tranquillità ti fa schifo, tu preferisci inseguire i sogni impossibili. Scendi dalla nuvoletta, e guarda in faccia la realtà invece di rincorrere chimere.
Paolo, te lo ricordi Paolo, no? ti moriva dietro, avrebbe fatto le capriole in piazza pur di convincerti a sposarlo. Ma tu no, lo trovavi troppo geloso. Un così bravo ragazzo e te lo sei lasciato scappare. D’accordo, era un po’ rozzo, succhiava la minestra dal piatto…sì, lo so, ti ha quasi spaccato la mascella quella sera che non eri a casa ed è venuto a cercarti lì…in quel posto, dove eri andata per fare il coso, come si chiama…il casting. Ma santa pazienza, ti ha trovata mezzo nuda che ti dimenavi davanti a tutti! Hai voglia a dire che siamo trogloditi, buzzurri e meridionali del cazzo, ma un uomo la sua donna la vuole spogliare lui.
Non si può avere tutto dalla vita e quando si arriva alla tua età bisogna capire che la giovinezza, puff, è volata via e i sogni, bella mia, è meglio nasconderli sotto il cuscino.
E dopo Paolo, Luca. Ma neanche lui andava bene, no, puzzava di pesce! E ci credo, con quel po’ po’ di negozio che si ritrovava. Una gioielleria mica una pescheria era quella! E tu invece di andare a dargli una mano facevi il giro delle tv private nella speranza che qualcuno ti notasse e, miracolo! finissi in televisione a sculettare per milioni di telespettatori. Certo che Luca si è incazzato e ti ha infilato la testa dentro la vasca delle vongole! Ahò, un uomo alla sua donna le gambe gliele vuole aprire lui. Ma quando te lo ficcherai in testa che la realtà è ben altro da quello che sogni? Avessi quindici anni, lo potrei pure capire, a quell’età la vita è uno specchio nel quale vediamo ciò che vogliamo vedere, ma a ventinove lo specchio non è più quello della regina di Biancaneve. A quest’età lo specchio si va appannando, bella mia.
E Mauro? Un ingegnere, con la sua bella professione, un attico nel cuore della città e una villa ai Colli. Sì, va bene, aveva cinquant’anni e tre figli senza madre, e allora? Mica saresti stata la prima a sposare un vedovo. Un uomo con la sua esperienza è meglio di un giovanotto e poi a cinquant’anni s’è passato già tutti i capricci e voglia di mettere le corna non ne ha più. Ma tu invece di portarti a spasso i bambini, invece di stare accanto al loro letto a raccontare le fiabe, che facevi? Stavi sopra un cubo con le tette di fuori, abbrancata ad un tubo di acciaio come fosse l’uomo che ti stava scopando. Come si chiama sto ballo? Lapdance? Che Mauro ti abbia preso per i capelli e ti abbia trascinato per tutta la discoteca col culo per terra, guarda, non lo posso biasimare. Per un uomo la madre dei suoi figli deve essere pura come una madonna.
Un martello ci vuole, un martello per spaccarti la testa e farne uscire tutte le cazzate che ci hai dentro.”
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