“ Pronto?”
“ Sì, pronto, mi riconosci?”
“No, chi sei?”
“ Dai, pensaci su un attimo.”
“ Cavolo! Sei Fabio! Non ci posso credere. E come potevo riconoscerti dopo tutto questo tempo. Sono passati…quanti anni? Tre, quattro?”
“ Appena tre anni e nove mesi.”
“Tre anni e nove mesi di silenzio, esattamente dal tuo matrimonio.”
“ Per carità, non ricordarmelo.”
“ Cosa? Il silenzio o il matrimonio?”
“ L’uno è la conseguenza dell’altro.”
“ Non mi dire! Sei già pentito?”
“Non proprio, ma quasi, non è facile, sai.”
La sua voce si è fatta seria. Improvvisamente lo sento svigorito e malinconico.

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